1. Il ritorno e la permanenza: una storia millenaria
Spesso ci si chiede: "Gli ebrei non sono sempre stati lì?". Ai tempi di Gesù, il popolo ebraico viveva in quella terra, ma dopo le rivolte contro l'Impero Romano (70 d.C.), la maggior parte fu costretta all'esilio (Diaspora).
Per 2000 anni, una piccola minoranza ebraica è rimasta sempre presente.
Nel frattempo, per secoli, la regione è stata abitata da una maggioranza araba (musulmana e cristiana) che ha coltivato la terra e creato una cultura radicata nel territorio.
Entrambi i popoli hanno quindi un legame profondo con questa terra: uno basato sulla memoria millenaria, l’altro sulla presenza continua per secoli.
2. Cosa fece il Mandato Britannico nel 1920?
Il 1° luglio 1920 nacque l'amministrazione civile britannica. Il loro compito era gestire due realtà opposte:
Il Focolare Nazionale Ebraico: I britannici favorirono l'immigrazione ebraica e riconobbero il diritto degli ebrei di acquistare legalmente terre per costruire insediamenti e città, oltre a sviluppare scuole, ospedali e istituzioni proprie.
La tutela della popolazione locale: Il Mandato doveva garantire che non venissero danneggiati i diritti della popolazione araba già residente.
3. Il 1947: La fine del Mandato e il Piano ONU
Dopo quasi trent'anni di tensioni crescenti, la Gran Bretagna decise di rimettere il mandato nelle mani delle Nazioni Unite. Nel 1947, l'ONU propose un Piano di Partizione (Risoluzione 181) per dividere la terra in due Stati: uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme sotto controllo internazionale.
La risposta ebraica: I leader ebrei accettarono il piano, vedendovi la possibilità di far nascere lo Stato di Israele.
La risposta araba: Gli arabi palestinesi e i paesi arabi vicini rifiutarono la proposta, ritenendo ingiusta la spartizione di una terra.
4. Oltre la colpa: una missione interrotta
Il piano prevedeva di dividere la Palestina in tre parti distinte, come se fosse un mosaico:
Uno Stato Ebraico: Avrebbe occupato circa il 56% del territorio, includendo zone fertili lungo la costa e il vasto deserto del Negev a sud.
Uno Stato Arabo: Avrebbe coperto circa il 43% della regione, comprendendo le zone collinari della Galilea, la Cisgiordania e la striscia costiera di Gaza.
Una Zona Internazionale (Corpus Separatum): Gerusalemme e Betlemme, per via della loro immensa importanza spirituale per tre diverse religioni, non sarebbero appartenute a nessuno dei due Stati, ma sarebbero state amministrate direttamente dall'ONU.
L'ONU immaginava che, nonostante la divisione politica, i due Stati avrebbero condiviso la moneta, le ferrovie e le risorse idriche per prosperare insieme.
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Il mio unico pensiero è che spesso i grandi conflitti non nascono dalla ricerca della felicità condivisa, ma da una parola molto più dura: il possesso
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